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Come mia madre mi ha aiutato a superare una disgrafia e dislessia.

DSA in famiglia: ti racconto come l'ho superato

E' incredibile come la vita ti porti a fare ciò che devi fare, creando per te le avventure e le esperienze più giuste. Non puoi saperlo quando sei nel cammino, solo un giorno arrivi a guardarti indietro. Allora puoi cogliere quel filo conduttore invisibile ma sempre presente che ti ha guidato fino dove sei ora, fino al chi sei diventato.

E' come se un IO futuro sapesse già e ti venisse incontro nel passato per guidarti a diventare la persona che sei. E' quando unisci quei puntini che sembravano tanto diversi, ti rendi conto di quanto tutto è chiaro, del perché ora sei qui.

E' quello che è successo a me. Voglio condividerlo con te...

Quando ero bambina avevo difficoltà nella scrittura e nella lettura, la mia testa era altrove e io non ero consapevole di quelle difficoltà. La mai salute era cagionevole, spesso ero malata e non potevo andare a scuola. Amavo imparare, ma a scuola avevo sempre la sensazione di non trovare il mio posto. Come se qualcosa non andasse in me, mi sentivo diversa, chiusa nel mio mondo che gli altri non potevano comprendere.

Ricordo che le maestre spesso convocavano mia madre, dicevano che non ascoltavo, che si ero brava ma non mi applicavo nella scrittura, non capivo le lingue straniere ed ero troppo disordinata!

Per quanto mi impegnassi il mio banco era una giungla di quaderni, matite e fogli ritagliati durante le lezioni. Mi piaceva ritagliare e così passavo il tempo di quelle interminabili lezioni pomeridiane. Ho sempre patito la digestione del dopo pranzo 🙂

Sai mia nonna era sordomuta, a causa di un grave incidente quando aveva 3 anni. Mia nonna ha passato 18 anni con le suore in un centro riabilitativo. Le avevano insegnato tantissime cose, e lei da buona mamma, anche se non poteva parlare, ha insegnato tutti i giochi e le attività riabilitative che conosceva a mia madre durante l'infanzia.

Così mia madre fece lo stesso. Ogni giorno facevamo giochi con le dita, lavoretti, movimenti che chiamavo "la ginnastica della mamma", ritmi, e tanto altro.

Migliorai molto.

In prima media due giovani studenti universitari vennero nella nostra scuola e presero me e una mia compagna per un percorso gioco. Per un periodo di 5-6 incontri ci facevano fare labirinti e giocoleria. L'esperimento in se non aveva dato molti risultati come venni poi a sapere, in fondo si trattava di pochi incontri, ma quello per me fu una di quelle esperienze che mi toccarono nel profondo.

Presi a modello uno di loro, che mi era veramente simpatico e pensai "da grande voglio fare il suo lavoro!" anche se il suo lavoro non mi era poi così chiaro, pensavo che avrei voluto fare giocare i bambini, stare con loro come faceva quel ragazzo.

Così decisi di intraprendere un percorso di studi in pedagogia fin dal liceo.

Alle superiori, seppur ancora la mia salute era ballerina, non avevo alcun problema di studio, anzi. Recuperavo velocemente e non era difficile per me avere buoni voti. Idem all'università. Subito iniziai a lavorare, sia come terapeuta olistica, di cui feci una vasta formazione in corso di studi e sia come insegnante di asilo e educatrice privata di un bambino disabile.

Intanto misi su famiglia, da cui nacque un meraviglioso bambino, mio figlio Kirian.

Continuai la mia formazione nell'ambito del DSA e dell'ADHD, seguendo bambini nelle più svariate situazioni e condizioni, tra cui anche un bambino con spettro autistico.

Io adoro i bambini, educarli e stare con loro, ma attraverso l'esperienza mi resi presto conto di un aspetto importantissimo, troppo trascurato sull'aspetto educativo e riabilitativo: il supporto in casa della famiglia.

Mi resi presto conto, sia per statistica che per esperienza, che i bambini i cui genitori mi chiedevano cosa poter fare a casa per aiutare il loro bambino DSA in famiglia mostravano caratteristiche differenti:

  • miglioravano sempre di più come autostima e sicurezza interiore
  • avevano emozioni più propositive e si impegnavano di più
  • in corrispondenza temporale avevano risultati più velocemente
  • ottenevano risultati migliori

Quindi iniziai a insegnare tecniche e strategie sempre di più ai genitori, cominciai a tenere dei veri e propri percorsi di coaching per genitori di bambini DSA e ADHD con dei risultati che superavano le mie aspettative.

in più il percorso avvicinava ancora di più genitori e figli, e devo dire che questo è ciò che più mi soddisfa al di là dei risultati in termini di riabilitazione di scrittura, lettura e calcolo.

DSA e famiglia: la mia famiglia aveva risolto il mio DSA

Grazie a quei genitori, a quelle famiglie e sicuramente grazie a mia nonna e mia madre, oggi sono qui a guardarmi indietro e vedere come ogni singolo pezzo del puzzle è stato perfetto nella forma in cui si è manifestato e nel momento in cui è avvenuto.

Le difficoltà che da bambina ho affrontato, l'impegno di mia madre, l'incontro con i studenti universitari, ogni mio percorso di studio, mio figlio, tutto ha reso fattibile la persona che sono oggi. Soprattutto il contributo che ho potuto dare già a insegnanti, professionisti e decine di decine di famiglie e che ancora posso offrire a chi vuole aiutare il proprio figlio a essere forte e capace, nonostante le etichette DSA o ADHD che possono appicciarli e al di là di ogni disturbo, difficoltà e ostacolo che si può incontrare il mio messaggio è uno: tutto è possibile e nulla succede per caso, siate forti!

Che il mio messaggio positivo di oggi possa incoraggiarti ad un cammino migliore, e se sei qui a leggere questo ora, non è un caso!

Un abbraccio forte,

Irene Roman

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